DE MORGAN Evelyn
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DE MORGAN Evelyn
(Londra, 30 agosto 1855 – Londra, 2 maggio 1919)
PITTORE
Biografia
DE MORGAN Evelyn
Evelyn De Morgan, nata Mary Evelyn Pickering (Londra, 30 agosto 1855 – Londra, 2 maggio 1919), è considerata una delle più importanti pittrici britanniche tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Artista associata all’ultima stagione del Preraffaellismo e tra le figure più significative del Simbolismo inglese, sviluppò un linguaggio pittorico di straordinaria eleganza che unisce idealismo, spiritualità, cultura classica e sensibilità moderna. La sua opera rappresenta uno dei risultati più alti raggiunti dall’arte simbolista britannica e costituisce un esempio particolarmente interessante di come l’eredità preraffaellita sia stata reinterpretata alla luce delle inquietudini culturali e filosofiche della fine del secolo.
Per lungo tempo la sua figura è rimasta in secondo piano rispetto a quella dei grandi protagonisti maschili della cultura vittoriana. Negli ultimi decenni, tuttavia, la critica ha progressivamente riconosciuto il ruolo centrale svolto da Evelyn De Morgan nella definizione di un linguaggio pittorico capace di fondere bellezza formale e riflessione spirituale. Oggi viene considerata una delle più importanti artiste britanniche della sua generazione e una delle interpreti più originali del Simbolismo europeo.
Nata a Londra nel 1855 all’interno di una famiglia colta e benestante, mostrò fin dall’infanzia una forte inclinazione per il disegno. La sua determinazione a diventare artista emerse molto presto e si manifestò con particolare forza in un contesto sociale che offriva alle donne opportunità professionali estremamente limitate. Mentre gran parte delle giovani appartenenti alla sua classe sociale venivano educate principalmente al ruolo domestico, Evelyn perseguì con ostinazione un percorso artistico autonomo.
La svolta decisiva avvenne con l’ammissione alla Slade School of Fine Art, una delle poche istituzioni britanniche che consentivano alle donne di ricevere una formazione artistica avanzata. Alla Slade si distinse rapidamente per talento e disciplina, ottenendo risultati che la collocarono tra gli studenti più promettenti della sua generazione.
La formazione accademica le fornì una solida conoscenza dell’anatomia, della prospettiva e della composizione, ma fu soprattutto il confronto con la grande tradizione artistica italiana a determinare il suo sviluppo. I frequenti viaggi in Italia ebbero infatti un’importanza fondamentale. L’artista rimase profondamente colpita dall’opera di Botticelli, dei maestri del Rinascimento fiorentino e della pittura veneziana, assimilando una concezione della figura umana fondata sull’eleganza lineare e sulla bellezza ideale.
Queste influenze si combinarono progressivamente con l’eredità del Preraffaellismo, dando vita a un linguaggio estremamente personale. Se Rossetti e Burne-Jones rappresentano infatti i riferimenti più immediati della sua formazione, Evelyn De Morgan sviluppò ben presto una visione autonoma nella quale la dimensione simbolica e spirituale assume un ruolo predominante.
Nel 1887 sposò William De Morgan, celebre ceramista e designer legato al movimento Arts and Crafts.
Il matrimonio rappresentò uno degli incontri più significativi della cultura artistica britannica di fine Ottocento. I due condivisero interessi culturali, ideali estetici e una comune attenzione per il valore morale dell’arte, pur operando in ambiti differenti. La loro collaborazione contribuì a creare un ambiente intellettuale particolarmente fertile che favorì la maturazione della ricerca di entrambi.
Fin dagli anni Ottanta la pittura di Evelyn De Morgan si orientò sempre più verso soggetti allegorici e simbolici. A differenza di molti contemporanei, raramente si interessò alla rappresentazione della vita moderna o alla cronaca del proprio tempo. Il suo obiettivo era affrontare temi universali attraverso immagini capaci di trascendere la realtà quotidiana.
Le sue opere parlano di amore, morte, redenzione, giustizia, anima e destino. Tuttavia non si tratta mai di allegorie convenzionali. L’artista utilizza il linguaggio simbolico come strumento per esplorare questioni filosofiche e spirituali che riteneva centrali per l’esperienza umana.
Uno degli aspetti più affascinanti della sua produzione è la costante presenza della figura femminile. Le protagoniste dei suoi dipinti non sono semplici personaggi narrativi. Diventano incarnazioni di idee e valori, assumendo una dimensione quasi archetipica. Attraverso di esse Evelyn De Morgan costruisce immagini che affrontano temi complessi senza rinunciare alla bellezza formale.
Opere come Aurora Triumphans, The Soul’s Prison House, The Dryad, The Storm Spirits e Flora testimoniano la straordinaria capacità dell’artista di combinare eleganza compositiva e profondità concettuale. Le sue figure sembrano appartenere a una dimensione sospesa tra il mondo terreno e quello spirituale, popolando scenari che evocano sogni, visioni e stati interiori.
Particolarmente significativo è il rapporto con le correnti spiritualiste che caratterizzarono la cultura europea della fine del XIX secolo. Come numerosi artisti simbolisti contemporanei, Evelyn De Morgan era convinta che l’arte potesse offrire accesso a realtà invisibili e dimensioni superiori dell’esistenza. Questa convinzione emerge chiaramente in molte opere dedicate al rapporto tra anima e corpo, tra materia e spirito, tra vita terrena e trascendenza.
Uno dei dipinti più rappresentativi di questa ricerca è The Soul’s Prison House, nel quale il corpo umano viene interpretato come una sorta di prigione temporanea dell’anima. Attraverso una costruzione iconografica complessa ma estremamente elegante, l’artista affronta temi che erano al centro del dibattito filosofico e religioso della sua epoca.
Accanto alla dimensione spirituale, la sua pittura manifesta una crescente attenzione per le questioni morali e sociali. Negli ultimi decenni della carriera affrontò infatti anche il tema della guerra e delle sue conseguenze. Opere come The Red Cross e altre composizioni allegoriche dedicate al conflitto testimoniano la sua profonda sensibilità umanitaria.
Pur utilizzando un linguaggio simbolico, l’artista non si limita a costruire mondi immaginari. Cerca piuttosto di riflettere sui drammi e sulle speranze della società contemporanea, trasformando la pittura in uno strumento di meditazione etica oltre che estetica.
Dal punto di vista stilistico, la sua opera si distingue per la qualità eccezionale del disegno e per la raffinatezza della tavolozza cromatica. Le figure sono costruite attraverso linee fluide e armoniose che rivelano una profonda conoscenza dell’arte rinascimentale. La luce svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle atmosfere e contribuisce a creare quella sensazione di sospensione che caratterizza gran parte della sua produzione.
A differenza di Burne-Jones, la cui pittura tende spesso a una malinconica evasione dal presente, Evelyn De Morgan mantiene sempre una forte tensione morale e filosofica. Le sue immagini non invitano semplicemente alla contemplazione della bellezza. Propongono una riflessione sul significato dell’esistenza e sul destino dell’individuo.
Nel corso della vita partecipò a numerose esposizioni in Gran Bretagna e all’estero, ottenendo un discreto successo. Tuttavia il sistema artistico vittoriano, ancora fortemente dominato dagli uomini, limitò in parte il riconoscimento pubblico della sua attività. Dopo la morte, avvenuta nel 1919, la sua figura fu progressivamente dimenticata, per poi essere rivalutata nel corso del Novecento grazie agli studi dedicati al Simbolismo e all’arte femminile.
Oggi Evelyn De Morgan viene considerata una delle personalità più significative della cultura artistica britannica tra XIX e XX secolo. La sua opera rappresenta uno dei punti più alti raggiunti dal Simbolismo inglese e testimonia la straordinaria vitalità dell’eredità preraffaellita nella stagione fin de siècle.
Attraverso immagini di grande eleganza e intensità spirituale, riuscì a costruire un universo figurativo nel quale bellezza, filosofia e introspezione convivono in perfetto equilibrio. La sua produzione continua ancora oggi a esercitare un forte fascino e occupa un posto centrale nella storia dell’arte europea tra Ottocento e Novecento.

Evelyn De Morgan, Night and sleep, De Morgan Museum

Evelyn De Morgan, Love potion, De Morgan Museum

Evelyn De Morgan, The Angel of Death, De Morgan Museum